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Pdl - Il Popolo della Libertà

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Circolo della Libertà di Livorno
Circolo della Libertà di Livorno

sab

16

mar

2013

CAPUTO: CHI ERA COSTUI ? PARAFRASI DEL TEMPO CHE FU.

Con l'analisi di un testo si può conoscere il destinatario del messaggio, ma anche e soprattutto la natura e gli intenti di chi lo emette. Nel leggere quello che ha scritto su un quotidiano (allego replica digitale) chi si firma Sergio Caputo, ho compreso che a quella 'presa di giro' non si poteva abbinare l'aggettivo "bonaria".

Nel rapido excursus dell'ultima tragicomica epopea livornese, quella dell'acqua e del tubo, addirittura fonte di prossima contesa con i cugini pisani, al pari di una secchia rapita (memoria di un poemetto seicentesco), l'estensore del pezzo ha visto bene di lanciarsi in un riferimento esplicito alla mia persona attraverso l'impiego della tecnica del volo pindarico, usando la parola "dimissioni". Dalle dimissioni di chi aveva avuto responsabilità nel black out idrico, l'autore ha pensato bene di volare a quelle che avevo dato come vice presidente del gruppo consiliare PDL in Comune, allegando una lettera motivata. 

Fin qui è legittimo dimostrare la propria bravura e repertorio retorico e da parte mia potrei dimostrare riconoscenza per una citazione inaspettata e magari agognata dai tanti che animano la scena politica livornese. "L'importante è che se ne parli" ricordava Oscar Wilde.  Ma la frase impiegata subito dopo il nome e cognome del sottoscritto fa entrare in scena un'altra informazione e al contempo un giudizio sferzante e offensivo: "che ha dato al mondo conto della sua esistenza".  Quindi il consigliere Russo sarebbe uno che non conta nulla (ma per fare politica bisogna già contare qualcosa? o è il clichet gerarchico a cui è abituato il Nostro scrittore? se sei nominato o hai potere vali, altrimenti ... rappresenti soltanto il popolo...), che non ha alcun rilievo e che ha solo impegnato inutilmente le pagine dei giornali, come se non vi fosse riuscito mai negli ultimi 5 anni, da quando ha deciso di fare attività politica.

Ma non è finita. Capiamo il suo schieramento paternalistico e apparentemente "diverso" dalle sorti del PDL, poiché nella scrittura adotta un tono di apparente distacco dal centro destra e dalle sue eventuali diatribe interne. Sembrerebbe di un altro partito, ma qui ci si può sbagliare clamorosamente. Infatti l'ultimo periodo adduce il fatto che ci prendano in giro anche all'estero e che in America tifino Grillo.

Quindi Sergio Caputo o è un vecchio esponente organico alla sinistra storica livornese, che non perde occasione di criticare la destra (troppo facile), o è un fan stagionato del centrodestra, che rimpiange l'epoca della bella politica del passato (fuochino)  o un agnostico e bravo scrittore, un po' desueto, con esperienza notevole nella politica (come da lui testimoniato), che talora scrive su commissione di altri, raccogliendone in un certo modo la stizza e la rabbia per chi ha espresso parole con libertà (e non in libertà!!!).

Questo lo paragonerei, visto che si parla di fantascrittura e fantacomportamenti, ad un atteggiamento da regime dittatoriale o da contesto omertoso, laddove se non si riesce altrimenti, si cerca di delegittimare il nemico (e non avversario, perché l'intento e soprattutto il tono era palesemente cattivo e non ironico) sostenendone l'inesistenza.

Ho avuto e abbiamo avuto (tutti coloro che condividono con me progetti e idee in politica) nel passato molti attacchi di questo genere proprio da gente, che veniva dal passato, quello più pericoloso e retrivo che rischia ancora una volta (e senza appello) di lasciare Livorno (dopo avercela portata) nell'inferno della depressione cronica da periodo pre OBIETTIVO 2 (come era gran parte della nostra provincia alla fine degli anni 90 per la CEE). 

Grazie Sergio Caputo per avermi fatto rispolverare un po' di retorica classica.

Ogni tanto ci vuole per chi coltiva la cultura degli indizi...

 

Roberto Russo

 

Consigliere del PDL al Comune di Livorno

(lo sconosciuto 'reso noto' da Caputo)  

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sab

01

dic

2012

DISCORSO PER LA FESTA DELLA TOSCANA - GRUPPI PDL LIVORNO

 

 

 

 

 

 

Egregi Presidenti,

 

colleghi consiglieri,

 

autorità convenute,

 

cittadine e cittadini tutti,

 

dott. Mauro Zucchelli,

 

 

 

la festa è il momento migliore per stare insieme, condividere.

Ci si ritrova per trascorrere il tempo, per ricordare, talora per fare progetti.

La festa è un vissuto collettivo: non solo si fa qualcosa insieme, ma innanzitutto si

sente insieme.

Proprio perché non è un rito con formule rigide e formalizzate, la festa è

partecipazione, ed improvvisazione. L'uomo non sente la festa come un limite, ma

come la liberazione delle forze e dei pensieri migliori, come pure delle istanze

incontrollabili.

Nella storia l'azione dei poteri costituiti si è spesso confrontata e scontrata con le

ricorrenze festive, viste pure come un pericolo o un tentativo di corruzione dei

costumi, come spreco di risorse o addirittura come insidioso mezzo destabilizzante.

Il grande studioso di religioni antiche Karoly Kerenyii ha affermato assai

efficacemente che “Tra il serio e il giocoso, tra l'essere severamente vincolato e arbitrariamente libero oscilla l'atmosfera festiva”.

I pensatori settecenteschi, invece, riconoscevano nelle feste un fondamentale momento unitario del sentimento collettivo, come sintetizzò splendidamente Rousseau nella Lettera a D'Alembert,

Con la libertà, ovunque c'è affluenza di pubblico, regna pure il benessere. Piantate un palo adorno di fiori in mezzo a una piazza, riunitevi intorno il popolo, e avrete una festa. Ancora meglio: offrite gli spettatori come spettacolo, fateli attori essi stessi, fate che ciascuno si veda e si ami negli altri, affinché tutti siano più uniti”.

L'occasione della festa rende quindi un beneficio al rinnovo della coerenza sociale, di quel patto grazie al quale i singoli e i gruppi si possono incontrare, confrontare, scambiare le migliori prospettive per la comunità.

Se ci guardiamo intorno, i sistemi più innovativi di “fare festa” hanno spesso una connotazione, che unisce il divertimento alla denuncia sociale o alla spasmodica ricerca d'identità: è il caso, ad esempio, dei flash mob che ogni tanto invadono pacificamente qualche angolo delle nostre città.

La festa a cui oggi partecipiamo non è soltanto ricorrenza di una data – altrimenti sarebbe stato meglio chiamarla celebrazione - ma è un momento extra ordinario: si tratta in primo luogo di riaffermare principi e diritti essenziali della persona e della dignità umana a distanza di 226 anni da quel 30 novembre del 1786; poi di seguirne la novità per poterla applicare alla politica, per meglio dire al nostro modo di misurarci e confrontarci facendo gli interessi della comunità.

Quella decisione presa dal Granduca Pietro Leopoldo di abolire, tra l'altro, la tortura, la pena di morte, nonché il reato di lesa maestà mediante l'introduzione del nuovo codice penale denota un atteggiamento innovativo ed attento alle mutazioni della storia, della comunità governata e soprattutto ai diritti dell'individuo.

Nel comportamento del Granduca si coglie capacità di ascolto, di intelligenza, di precorrimento dei tempi: in pratica un innovatore che percepì le prime avvisaglie del cambiamento così come del disagio popolare e le seppe tramutare in alcuni provvedimenti concreti con l'essenziale supporto delle migliori eminenze grigie del tempo.

 

In una parola fu ILLUMINATO, cioè – ripeto – attento, accurato, zelante, curioso, innovatore, quasi visionario. Uno che della nostra contemporaneità avrebbe condiviso senz'altro la famosa frase di Steve Jobs “stay hungry, stay foolish”, “siate curiosi, siate visionari”.

Oggi, come e forse più di allora, l'azione politica è condizionata dall'incombenza e dalla ricorrenza dei cambiamenti socio-economici e dal senso di responsabilità che si richiede ai governanti/amministratori, che non sempre soddisfano le attese sempre più complesse dei cittadini.

A ciò si aggiunga il senso di incertezza e di sbandamento che l'attuale crisi di sistema ingenera nelle coscienze di tutti con effetti preoccupanti sulla popolazione più giovane, che non si sente sufficientemente tutelata.

Dopo la pubblicazione dei dati statistici, che tratteggiano le condizioni socioeconomiche della città di Livorno, un attento giornalista ha titolato il proprio articolo nel modo seguente:

Ecco le cifre di una città che non crede in sé stessa”.

I milioni di ore di cassa integrazione, l'altissima percentuale di giovani che non studiano né lavorano, la difficoltà delle imprese di avere affidamenti bancari, la povertà conclamata di significative fasce della popolazione, la bassissima percentuale di scolarizzazione ad alto profilo, la quasi inesistenza del concetto di trasferimento tecnologico ed altri parametri ancora confermano un quadro desolante e meno reattivo di molte altre realtà italiane, che comunque si sono ritrovate meglio attrezzate di fronte alla crisi.

 

Colpa di chi o di cosa ?

 

In altre occasioni potremo fare ipotesi e puntare il dito contro, opposizione contro maggioranza e viceversa; peraltro nei luoghi deputati al governo della città e della Provincia di Livorno questo continuerà ad essere compito in primis dell'opposizione di centrodestra, che mi pregio di rappresentare in questo appuntamento così importante.

Potremo rinfacciare l'uno all'altro, comunque in maniera corretta e documentata, errori di valutazione, di realizzazione e di visione, ma non smetteremo di essere visionari e curiosi.

E' necessario rifondare le basi della buona politica e rispondere così a chi vuole fare dell'anti politica una facile professione.

Il compito della buona politica sarà quello di creare prospettive di sviluppo in maniera continua ed infaticabile, di ingenerare speranza e prospettiva, perché per fare la politica seria bisogna mettere molto impegno e fatica.

Noi che desideriamo la buona politica saremo impegnati a mettere a frutto non tanto i nostri sogni, ma quelli che riusciremo a condividere e a costruire con la comunità e le comunità, da cui proveniamo, noi stessi, frutti di tante storie che si sono incontrate o si incontrano a Livorno.

La nostra città ha sempre parlato al plurale, fin dalla nascita, come centro dalle tante culture e religioni; ha fatto fortuna sulla pluralità dei contatti marittimi, delle triangolazioni produttive e commerciali (ricordo ad esempio il boom del commercio dell'alabastro, che proprio dal '700 vide l'attivazione di scambi tra il porto di Livorno, il nord Europa ed il Mediterraneo Orientale); la nostra città ha continuato ad essere crogiuolo accogliente non solo di culture straniere, ma nell'ambito dell'Italia stessa di migliaia di dipendenti pubblici e non, nativi di altre regioni.

Questa predisposizione al contatto e agli scambi la rende quindi sede ideale per giocare un ruolo strategico vuoi da sola vuoi come capoluogo sancito dalla legge della provincia di prossima costituzione.

A Livorno le storie si incrociano da tempo e siamo certi che nel tempo saranno in grado, se correttamente coadiuvate, di crescere di valore e di restituire partecipazione, benessere e stimolante clima sociale, favorendo altre prospettive ed altri esiti da festeggiare come in questo solenne frangente.

 

Vi ringrazio.

 

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mar

04

set

2012

Spending review: l'ideona del Sindaco

Dal cilindro, che assomiglia sempre piú a una risicata bombetta, il Sindaco tira fuori l'ennesima ideona per affrontare questa spietata crisi e i tagli alla spesa pubblica conseguenti. Adesso la spending review sará realizzata con un concorso interno tra i dipendenti comunali, che si contenderanno cosí premi di merito! Molto piú semplicemente e democraticamente lo scorso maggio il governo Monti, attraverso un form da compilare sul sito della Presidenza del Consiglio, aveva chiesto a tutti gli italiani (dico tutti) di contribuire all'eliminazione di sprechi e cattivi impieghi delle risorse pubbliche. Non avevo mancato di inviare il mio modesto contributo, sperando quanto meno di dare il senso di una comune partecipazione. A Livorno invece il Sindaco ha pensato bene di indire un concorso interno: e i cittadini? E tutti coloro che a livello pubblico e privato si trovano a confrontarsi con inefficienze o sprechi o lentezze della macchina pubblica? Si vuole davvero il coinvolgimento di tutti, escludendo l'opposizione anche dalla commissione che dovrà fare delle scelte concrete? Eppure in questi anni di legislatura non sono mancate da parte nostra le proposte, come ad esempio l'istituzione della Pec (posta elettronica certificata), la digitalizzazione completa dei documenti (abolendo l'uso pressoché completo della carta), l'archiviazione digitale dei verbali o dei resoconti delle sedute. Non si aspetti pertanto il Sindaco di trovare ascolto o comprensione delle sue scelte, se non riuscirà realmente a condividerle.

 


Roberto Russo
Consigliere comunale del PdL
Membro del direttivo provinciale del PdL

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dom

13

mag

2012

Democrazia e non demagogia

Abbiamo bisogno di uomini e donne che si sacrifichino per il bene comune e non di dissennati demagoghi o di facili violenti. La repulsione per qualsiasi atto violento - come quello ultimo contro Equitalia - deve accompagnarsi al  rispetto delle regole da parte di tutti. I mezzi di informazione giocano un ruolo determinante. Non possono e non devono ispirare l'emulazione per quello che di peggio accade in queste ultime settimane, anche se dettato dalla crisi economica o frutto di scellerate volontà criminali. Bisogna però che, soprattutto nell'ambito politico locale la stampa stessa recuperi il senso deontologico della narrazione e dell'analisi dei fatti e non il gusto del gossip e delle ciance urlate in Consiglio Comunale o al bar. 

Mi spiace denunciare questo stato di fatto, ma mio malgrado assisto negli ultimi mesi a questa tendenza deleteria, che non sono il solo a rilevare e a stigmatizzare. 

Ho nostalgia del giornalismo di inchiesta e del reporter con il vizio dell'indagine. 

Certo è che pure i politici dovrebbero rivedere le loro modalità di intervento e soprattutto i criteri di elaborazione dei contenuti, condivisibili o meno che siano. 

I cittadini italiani e livornesi hanno bisogno di collaborazione fattiva e non di vuoti sproloqui.

Consideriamo ogni contributo ed opinione come solidarmente utili e vedremo che molto probabilmente riusciremo a riprendere il "filo dello sviluppo" ed il benessere generalizzato. E' ora di smettere ogni vuota propaganda e di gettarsi a testa bassa nell'impegno costante e coerente, a costo di distaccarsi da linee demagogiche convenienti e ligie ai gusti del signorotto di turno del proprio partito o area ideologica. 

 

Roberto Russo

Consigliere del PDL al Comune di Livorno

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mer

21

mar

2012

DE TOMASO - PIANO B ASSENTE

Nel giorno in cui qualcuno pensa allo sciopero piuttosto che all'impegno per uscire dalla crisi, nel giorno in cui quattro pistolettate colpiscono a Torino il rappresentante del partito che più ha sostenuto la soluzione Monti, Livorno subisce l'ennesimo smacco per i suoi lavoratori. 

PREVEDIBILE, ANNUNCIATO, NON AFFRONTATO. 

 

Inutile ribadire quello che era stato richiesto in Consiglio Comunale dal sottoscritto a tutela dei lavoratori ex Delphi. Adesso garantire la Cassa Integrazione sembra soltanto un palliativo, quando i 140 avrebbero preferito una prospettiva di impiego e di progetto. 

Il famoso PIANO B, che un'amministrazione comunale seria e non inerte come questa avrebbe dovuto quanto meno sollecitare ed incentivare con la Regione Toscana e la Provincia. 

 

Adesso di prefiche lagnanti non sappiamo cosa farcene. 

 

Roberto Russo

Consigliere del PDL al Comune di Livorno

Membro del Coordinamento Provinciale del PDL 

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mer

07

mar

2012

HACKERS O FANTASMI A FORMA DI LICANTROPI ?

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sab

03

mar

2012

NUOVA FONDAZIONE PER GLI EVENTI ? VERGOGNA ISTITUZIONALE DE TOMASO? VERGOGNA SENZA RISPOSTA

Lo scorso 14 novembre 2011 la VII Commissione Cultura del Comune di Livorno si riunisce per una mia Interpellanza relativa allo stato della Fondazione Goldoni. Intervengono il Direttore Generale dott. Marco Bertini e tutto lo staff dell'ente, nonché l'Assessore alle Culture Mario Tredici. In tale occasione lancio la proposta che a Livorno ci vorrebbe una Fondazione per gestire gli eventi e tutta l'immagine del Comune. Quale migliore occasione per valorizzare la Fondazione Goldoni con i propri dipendenti e le giovani e valide competenze reperibili sul territorio ? Ribadisco questa idea anche in altre occasioni, allorché lo stesso assessore presenta i risultati di Effetto Venezia 2011. Il tutto è stato registrato ed è disponibile a chiunque voglia verificare.

Oggi leggo questa GRANDE IDEA del Comune di una NUOVA fondazione per la città e gli eventi, dopo che si è arrivati ad un momento critico nella ricezione dei finanziamenti da altri partner.

SCORRETTEZZA ISTITUZIONALE imperdonabile perché le Commissioni Consiliari servono ad elaborare e recepire le proposte anche dell'OPPOSIZIONE, se utili alla comunità.

 

DE TOMASO : tantissime rassicurazioni per nulla. QUALE E' il PIANO B per i tanti lavoratori che fra poco rimarranno senza alcuna speranza ? Ho richiesto in maniera urgente un'Audizione in Commissione III per capire quale piano industriale avrebbe presentato la nuova proprietà dell'azienda torinese. Ma finora nessuna risposta ...

 

Sono inc....to e con me tanti concittadini.

 

Roberto Russo

Consigliere Comunale del PDL

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mer

08

feb

2012

A.A.A. Rossignolo fuit, nuova direzione cercasi

Alla fine di gennaio 2012 ho chiesto di fare l'ennesima comunicazione in relazione alla questione De Tomaso - Rossignolo. Si è concordato con la Presidenza del Consiglio Comunale di farla nella seduta dello scorso 8 febbraio. La preoccupazione, da molti condivisa, era di capire il nuovo assetto societario e il destino dei lavoratori livornesi, nonché la sorte delle risorse pubbliche finora impegnate sia come finanziamenti regionali per la formazione professionale sia per l'impegno di aree attrezzate e capannoni da parte del Comune di Livorno. Nell'ultimo consiglio poi ho richiesto ufficialmente al Sindaco di condividere quanto prima il Piano Industriale aggiornato di De Tomaso con i lavoratori e con la comunità livornese, facendo un passaggio nella III Commissione Consiliare Lavoro con l'audizione del nuovo gruppo economico responsabile. La richiesta formale, sottoforma di interpellanza, è stata puntualmente inoltrata la scorsa settimana. Se ne fa comunicazione per sollecitare pubblicamente una rapida esposizione del nuovo assetto di De Tomaso, fondamentale per le sorti lavorative di molte famiglie livornesi.
 
 
 
Roberto Russo
 
Consigliere del PDL al Comune di Livorno

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dom

29

gen

2012

I FANTASMI DELL'OPERA

Preparare l'alternativa e da subito, senza esitazione. E' questo l'imperativo che si pone all'opposizione di centro-destra (e non "la destra" come alcuni in maniera manichea e pregiudizievole si ostinano a scrivere sui quotidiani). Le ultime dichiarazioni del Sindaco Cosimi in Consiglio Comunale hanno confermato, se ce n'era ancora bisogno, che di scatti d'orgoglio o colpi di reni non c'è alcuna traccia nella maggioranza cittadina di sinistra. Lo scorno e il ridicolo sono tali che si è arrivati a nominare come coordinatore di maggioranza il capo gruppo del partito che esprime più consiglieri rispetto ai 2+1 degli alleati. Questi problemi avrebbero meritato una soluzione diversa ed efficace a partire da pochi giorni dopo l'insediamento della Giunta e non a tre anni, quasi, di distanza ! Un andamento ondivago che si è riflettuto e si riflette sulle questioni essenziali della città, sui posti di lavoro persi, sulle scelte non attuate. Sentirsi ripetere, pertanto, dal Sindaco che i problemi vanno ascritti e deviati sulla più generale - e soprattutto generica - scusa della crisi mondiale e sulla responsabilità dei governi nazionali mi ha ricordato certi "paradiscorsi di veltroniana memoria": tanto fumo e poco arrosto o il "benaltrismo de noantri". 

Livorno non può permettersi altre pantomime del genere. Saranno chiamati i cittadini a decidere, se tale incapacità di esprimere una direzione di governo dovesse persistere.  

 

Roberto Russo

Consigliere del PDL al Comune di Livorno

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mer

18

gen

2012

SFALDAMENTI E CAPRONI

Da qualunque parte si guardi la politica livornese il quadro è avvilente. Non bastava il dramma che l'Italia sta affrontando e dovrà affrontare nel breve periodo, non bastava la perdita di posti di lavoro e la difficoltà delle famiglie a far quadrare i conti; ecco che si offre un indegno spettacolo nel Consiglio Comunale di ieri. Dispiace umanamente vedere persone giovani e adulte, nonni e nipoti, padri e figli, depositari di responsabilità politiche e civili, azzuffarsi e promettersi violenza o vendetta. Ciò costituisce un oblìo del rispetto e dei doveri assunti verso l'essere civili e la delega ricevuta per risolvere problemi e creare possibilità di benessere per il futuro. Neppure nelle dinamiche interne ai partiti c'è da stare allegri. Come nel mio ad esempio, il  PDL, che invece di ricercare e comporre una valida ed incisiva alternativa ad un governo cittadino, che dimostra tutti i propri limiti, porta avanti unilateralmente un contrasto esasperato e personale difficile da comprendere, se non ricondotto soltanto nella bieca ricerca del potere. In famiglia mi hanno sempre insegnato come valori fondamentali onestà, sacrificio e lavoro, senza pensare male del prossimo e senza adottare ogni mezzo per metterlo in cattiva luce. Tanto è vero che taluni si sorpresero del mio impegno in politica... Ma è proprio la forza delle idee che riesce a fronteggiare "la carica dei caproni", persone che combattono altre persone senza discernimento e soltanto per distruggere e non costruire una prospettiva. Unico fine: la riuscita personale e il raggiungimento del potere fine a se stesso. Fatto disarmante e avvilente per la democrazia. Livorno non può diventare un deserto dell'anima... né lascerò che lo diventi (per quanto mi sarà possibile con l'aiuto di chi condivide i miei valori).

 

Roberto Russo

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lun

09

gen

2012

Livorno e l'arte

Nel passato parlai con David Fedi di quando era Zeb e mai riscontrai in lui alcuna velleità artistica per quella dimensione. Piuttosto ci teneva a sottolineare che ogni intervento da lui graffito doveva assolutamente avvenire su superfici che non danneggiassero la proprietà privata, soprattutto muri di aree dismesse, dove gridare la propria insoddisfazione verso l'ottusità del genere umano e certi comportamenti ipocriti. E dato che non si nascondeva dietro l'ipocrisia del "bello perché ganzo", mi ribadiva con forza di sentirsi artista solo quando dipingeva con precisione "stechiometrica" (aggettivo che gli regalai con sua grande felicità e riconoscenza), seguendo gli insegnamenti del maestro da lui più amato, quel Vitaliano De Angelis che tantissimi epigoni ha lasciato in terra livornese. Per David rigore e disciplina nell'arte - al contrario di una lettura parziale e superficiale - erano parole d'ordine e non c'è dubbio che abbiano avuto influenza sulla sua decisione di andare lontano, chissà dove...
Altrettanto superficiale è ridurre la A di Piazza Attias impersonificata da Renato Spagnoli ad una guerra di definizioni (opera, installazione, progetto), non rammentando come il suo regalo alla città abbia costituito una completa rivoluzione. Finalmente l'arte contemporanea ha suscitato e provocato reazioni a tutti i livelli e con ogni tono possibile (fino a scadere quasi nel turpiloquio). Non bisogna scandalizzarsi perché sono rimaste nella memoria le accese litigate che i pittori labronici inscenavano ai primi del '900 nel Caffé Bardi, che si affacciava sulla vicina Piazza Cavour. Eppure accanto alle reazioni comprensibili di chi è poco abituato a camminare accanto ad un opera d'arte (e su questo a Livorno c'è molto da fare), destano sorpresa e delusione certe reazioni piccate e quasi isteriche di autorevoli esponenti della cultura locale, che forse in cuor loro avrebbero voluto sottrarre i meritati riflettori a colui che è riconosciuto come il decano degli artisti livornesi.
Di questo ne ebbi la prova qualche anno fa (2004), quando ebbi l'onore e la fortuna di organizzare la mostra di 37 valenti artisti labronici (purtroppo non tutti!) nel Palazzo Panciatichi di Firenze, sede del Consiglio Regionale, dove tutti riconobbero unanimente a Renato Spagnoli - compreso David Fedi/Zeb - il ruolo di vessillo cittadino nel campo dell'arte contemporanea locale. Ricordo ancora che l'Amministrazione Comunale di Livorno nel 2008 avrebbe speso 1,8 milioni di euro per l'acquisto di alcune statue di artisti internazionali destinate ad alcune piazze cittadine senza un chiaro progetto socio-culturale. Solo una levata di scudi di più soggetti e persone - a cui partecipai attivamente - evitò lo spreco. Era piuttosto necessario avviare un percorso come quello per piazza Attias - peraltro a costo zero per la donazione del progetto della A da parte dell'artista -, che permettesse il confronto diretto tra arte, artisti e pubblico in campo aperto. Era indispensabile creare le condizioni per "respirare, toccare, sentire l'arte" per contaminare la città e farla anche riflettere su come la ricerca espressiva e talora estetica siano un indice fondamentale di benessere e di sviluppo. I centri di produzione artistica più importanti al mondo sono sempre coincisi con le aree e le nazioni più ricche. Oggi dopo l'Europa e gli Stati Uniti sono le città scenografiche dell'Estremo Oriente a "tirare il mercato" e ad attirare ingenti investimenti anche da Occidente. Si pensi all'esempio emblematico dell'Art Peace Hotel di Shangai, targato Swatch, o alle ferventi iniziative artistiche degli Emirati Arabi. Nel piccolo della realtà livornese la A di Spagnoli, che costituisce di fatto l'inizio di un lungo discorso, dovrebbe essere seguita da un programma di interventi mirati a consolidare sempre più il dialogo tra cittadini, turisti e artisti: opere, installazioni, elementi di arredo urbano in chiave site specific (cioè pensati per un luogo in particolare), momenti di interazione, performances, ecc. Se pensiamo a quanti processi di riqualificazione urbana dovranno e potranno essere attuati nei prossimi anni, è facile augurarsi che nell'arte Livorno ritrovi una parte fondamentale della propria identità, che troppi hanno dimenticato.
Roberto Russo
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ven

09

dic

2011

La A di Renato Spagnoli - Arte Contemporanea al centro di Livorno

La città di Livorno ha finalmente dato la possibilità al decano degli artisti livornesi Renato Spagnoli di dedicare la propria testimonianza ad un luogo pubblico. La A 'personalizzata' al centro di Piazza Attias dimostra come il processo di riqualificazione della città passi attraverso i sentieri della conoscenza estetica e della libera creazione, con un oculato impiego delle risorse. 

 

Il 31 agosto del 2010 lanciai pubblicamente l'idea, che domenica troverà la sua compiuta realizzazione: la prima di tante altre che la nostra comunità merita per sé e per i turisti, sempre più numerosi, che l'attraverseranno e conosceranno nel prossimo futuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La grande pagina bianca

Avvolgere i pensieri nel principio, distinguere gli elementi primari dell'espressione, fondare le basi della creazione vitale, insinuare il fermento della riflessione. A ben vedere l'opera, che Renato Spagnoli trasmette alla città, e' una pura fusione di reazioni a catena. La storia dell'artista si mette a disposizione delle esistenze che si incrociano, incontrano, scontrano, associano, accompagnano, affiancano, superano, accodano, accavallano per una piazza del mondo, la piazza della città, da cui si articola la prima istintiva emozione, materializzata A come la nascita ci impone. Inizio vitale ed esordio creativo si accomunano nel dono voluto per la comunità e dalla comunità recepito a titolo di contrassegno evidente e stimolante. A come qualunque idea ci illumini dentro e ci riscaldi per nuove sfide, così l'opera campeggerà assoluta sull'intreccio frenetico di vite e di speranze, che si alterneranno negli anni a venire sulla piazza Attias. Possiamo credere che l'artista abbia creato una grande pagina bianca per la mente, sulla quale ciascuno potrà intervenire impreziosendo i propri tracciati urbani con un'allusione, un espediente, uno spunto estemporaneo: da Amore in poi ... Qui zeta e fine non esisteranno mai, A per sempre e per nuovi inizi di speranze infinite. Ottimismo allo stato puro senza alcuna limitazione accompagnerà i passanti di ogni dove e di ogni lingua, che in A comunque condivideranno il proprio senso della vita, il senso della vita secondo Renato Spagnoli.

Roberto Russo
(Novembre 2011)

 


 

 

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sab

12

nov

2011

PRIMA DI ESPRIMERE QUALSIASI OPINIONE, SEMPRE MEGLIO VALUTARE TUTTE LE POSSIBILI CONSEGUENZE CHE SONO TANTE ...

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sab

29

ott

2011

Le contraddizioni e l'amara sorpresa

L'ennesima débacle dell'esecutivo comunale livornese ha il merito di sottolineare come nell'epoca dell'informazione con tutti i mezzi e a tutti i costi ogni forma di comunicazione venga meno proprio tra coloro che dovrebbero garantire la gestione della cosa pubblica sul territorio locale. Quando si parla di maggioranza si immagina un insieme di persone che condividono programma e azione politica e che soprattutto si confrontano prima di ogni scadenza. Pare che questo non sia avvenuto nel caso dei progetti di riqualificazione per il centro, ma che si sia verificato un dialogo tra volutamente sordi. I ripetuti smacchi che la giunta e il sistema di governo del territorio comunale e provinciale stanno riscuotendo negli ultimi tempi fanno prevedere una loro prossima caduta. Ma questa caduta non dovrebbe essere accompagnata dalla decadenza cronica della citta' e del suo tessuto socio economico. Mentre i partiti di maggioranza litigano, si accapigliano e si sconfessano addirittura al loro interno, sfugge che i cittadini livornesi hanno bisogno di un maggiore ascolto, peraltro attento e costante. Un progetto, che si definisca tale, deve possedere anche prospettiva, altrimenti si chiama rimedio temporaneo e con i rimedi nessuno rimarra' soddisfatto a discapito del benessere comune. Neppure possiamo valutare a pieno i termini tecnici perche' al Comune di Livorno vige il cattivo costume di divulgare i progetti della giunta comunale prima agli organi di stampa, poi ai cittadini e al consiglio comunale stesso, come accaduto anche per Pensiamo in Grande e il piano di mobilita' nel centro. Per il primo rimane il dubbio di vedere realizzata la riqualificazione dei portici nei tempi prestabiliti, stante la presunta resistenza di alcuni proprietari privati e amministratori di immobili che si affacciano sulla via. Il piano di mobilita', nella sua presentazione sommaria (aspettiamo ancora i dettagli di progetto ad oggi non pervenuti), appare velleitario non per i contenuti ma per i presupposti, poiche' punta con troppo ottimismo sul mercato dei croceristi senza considerare un evento prossimo che potrebbe scombussolare ogni positiva previsione se non affrontato adeguatamente. Si tratta di rileggere con attenzione il Nuovo Piano Regolatore del Porto, che alla voce infrastrutture sottolinea l'intenzione di ripristinare il collegamento ferroviario tra porto passeggeri e Stazione Centrale di Livorno anche in funzione della connessione con l'aeroporto di Pisa. Tale evenienza sarebbe esiziale per ogni speranza di attrazione dei turisti provenienti dal porto (non solo crociere ma anche gli utenti dei traghetti), che sarebbero giocoforza e per convenienza degli operatori marittimi e turistici, incanalati in una 'tangenziale' diretta alle citta' toscane e non di certo a Livorno, che perderebbe anche la 'speranza ' di nuove occasioni economiche e con questo di rivitalizzare il centro. Neppure le crociere di testa potrebbero costituire quella panacea di tutti i mali, come molti continuano a sostenere. E con le attuali prospettive di riorganizzazione del trasporto pubblico locale e l'asfittica capacita' di offerta turistica organizzata, come una vera destinazione dovrebbe fare, non si prevede nulla di buono. A meno che si sposti l'asse della mobilita' fissa, sottoforma di metropolitana di superficie o tramvia, da tangenziale al centro di Livorno ad un vero e proprio circuito che colleghi per esempio la futuribile stazione marittima, la via Grande e la stazione centrale, raggiungendo comunque l'interconnessione con le infrastrutture pisane ed il resto della Toscana. Si tratta di scelte a cui potrebbero compartecipare economicamente le ferrovie e la Regione Toscana. Se tutto, invece, rimarra' cosi', potremo dire facilmente 'croceristi addio!'.

Roberto Russo

Consigliere PDL al Comune di Livorno

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dom

09

ott

2011

IKEA non è un problema politico-elettorale

Si susseguono da giorni sulla stampa e sui blog pareri ed elucubrazioni sul caso IKEA che non mi trovano d'accordo. La questione della presunta perdita di posti di lavoro non è mai esistita e tutto era stato già deciso dagli incontri in Regione, laddove un governatore di nascita 'pisana' non avrebbe mai lasciato andare via dalla 'propria' provincia un progetto e un'idea che lì era nata. Criticare ancora una volta l'amministrazione comunale di Livorno per infingardaggine o incapacità a trattare vuole dire fornire ancora una volta un pretesto all'amministrazione comunale stessa per difendersi comodamente. Del resto l'errore a monte di tutta l'operazione del Nuovo Centro, se errore sarà accertato (bisogna sempre valutare con il beneficio di inventario), sarebbe da attribuire a chi ha fatto delle scelte fondiarie e di impresa precise e ha deciso di avviare investimenti o coinvolgere determinati partner economici senza valutare gli effetti della propria azione. Mi riferisco alla proprietà Fremura, che inspiegabilmente - mentre i lavori di progetto erano già avviati (l'urbanizzazione per esempio) - ha richiesto l'aiuto del sindaco per un tavolo di trattativa con IKEA . Ricordo che già al momento delle assegnazioni delle superfici di commercializzazione il Comune di Livorno era riuscito a strappare e condividere a metà con Crespina (area di Lavoria) un discreto successo sulle aree commerciali. Sarebbe stato compito dei privati - che avevano ottenuto tutte le autorizzazioni e licenze pubbliche necessarie - muoversi con largo anticipo e individuare con precisione le finalità commerciali del Nuovo Centro (compresi gli investitori come IKEA). Pertanto quello che è accaduto scopre un limite oggettivo della proprietà e forse del partner Coop, che pensavano di risolvere i propri problemi con un arrivo dell'ultimo momento di IKEA e un appoggio politico. Del resto la smetterei di fare desuete crociate contro Coop, dato che neppure Esselunga si è dimostrata ineccepibile, se il garante della concorrenza ne ha rilevato una condotta non ortodossa nell'apertura dei punti commerciali a Livorno (secondo una valutazione nazionale). La politica è valutare e fare il bene della gente e dei cittadini, non appiattirsi sulle posizioni di un gruppo commerciale o dell'altro.

Roberto Russo
Consigliere Comunale del PDL
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